1950 Siata Amica

Zusammenfassung

  • Baujahr 
    1950
  • Kilometerstand 
    705 km / 439 mi
  • Automobiltyp 
    Other
  • Zustand 
    Used
  • Innenfarbe 
    Blue
  • Anzahl der Türen 
    2
  • Standort
  • Außenfarbe 
    Blue
  • Getriebe 
    Manual
  • Kraftstoff 
    Petrol

Beschreibung

Founded by Giorgio Ambrosini in Turin in 1926, SIATA has dedicated itself from the very beginning to the production of parts to process cars, in particular Fiat: the elaborations on Fiat 522, 524, 514 and 508 Balilla mechanics are noteworthy.

During the Second World War SIATA, demonstrating remarkable prediction, decided to start the design of a small auxiliary motor for bicycles. The consultancy was sought from Giuseppe Remondini, who had already designed such an engine for the French Jonghi, which proved to be among the best. From that project, albeit with very different technical solutions, the Cucciolo was born which was put on sale on July 26, 1945. The success of this small engine was so great that it forced SIATA to turn to a Bolognese factory to increase production. active in the electromechanical sector which, precisely with the “Cucciolo”, began its successful motorcycle business: Ducati.

After the war, SIATA (whose official name had become Società Italiana Auto Trasformazioni Accessori) also dedicated itself to the construction of cars, always with Fiat mechanics: the first, in 1949, is the Amica, a small two-seater convertible on Fiat 500 mechanics. “Baby mouse”. From the following year is the Daina, also convertible, but derived from the Fiat 1400.

The 208 Sport was built in 1952, derived from the Fiat 8V (the car SIATA had collaborated on in its development), with a body designed by Giovanni Michelotti for Bertone and built in 56 units. On request it could be had with a Chrysler V8 instead of the Turin eight-cylinder. In the same year, the 300 BC was also presented, the sports evolution of the Amica, also exported to the United States (where it will make a name for itself many times in local competitions, after having already made itself known at the Mille Miglia) and available with Fiat engines or, for the America, Crosley.

A Fiat 850 SIATA Spring.
In 1954 the Mitzi was presented, a small car with a rear twin-cylinder engine with side valves of 434 cm³ which remained at the prototype stage. In the second half of the 1950s, SIATA concentrated on models derived from the Fiat 600 and 1100. In 1959, with the renewed company name SIATA Auto, 49% of the company’s capital was acquired by Abarth: the company in Corso Marche SIATA plans to build high-performance road cars and racing cars with Fiat mechanics. The first result of the SIATA-Abarth agreement is the 750 (available in the coupé and spyder versions) presented at the ’59 Turin Motor Show; on the same occasion, an elongated Fiat 600 Multipla and a 600 sedan with two-tone bodywork are also presented. The agreement between the two Turin companies did not last long, dissolving in 1960 [1]

In the sixties SIATA stands out with the TS, coupé designed by Michelotti and derived from the Fiat 1300-1500, but also made with an 1800 engine. In 1967 it was the turn of the Spring, spider with retro lines (as was fashionable at the time : think of the Alfa Romeo Gran Sport Quattroruote or Vignale Gamine) with Fiat 850 mechanics. The Spring will also be the last SIATA: the Turin-based company will close its doors in 1970, while the Spring will continue its career until 1975 built by ORSA – Sarde Automobili workshop of the Focanti brothers (which the Iso-Rivolta will then take over for a short period), and marketed as ORSA 850 Spring Special.

Siata Amica

Year 1950

Light blue

Eligible for the Mille Miglia

New engine to run in

Perfect original condition

ASI approved

Siata head

Bronze carburetor.

Fondata da Giorgio Ambrosini a Torino nel 1926, la SIATA si dedica fin dagli inizi alla produzione di parti per elaborare automobili, in particolare Fiat: degne di nota le elaborazioni su meccaniche Fiat 522, 524, 514 e 508 Balilla.

Durante la seconda guerra mondiale la SIATA, dimostrando notevole predizione, decise di iniziare la progettazione di un piccolo motore ausiliario per biciclette. Si chiese la consulenza di Giuseppe Remondini, che per la francese Jonghi aveva già progettato un motore del genere, dimostratosi tra i migliori. Da quel progetto, se pur con soluzioni tecniche molto diverse, nacque il Cucciolo che venne messo in vendita il 26 luglio 1945. Il successo di questo piccolo motore fu così grande che costrinse la SIATA a rivolgersi, per aumentare la produzione, ad una fabbrica bolognese attiva nel settore elettromeccanico che, proprio con il “Cucciolo”, iniziò la sua fortunata attività motociclistica: la Ducati.

Con il dopoguerra la SIATA (la cui denominazione ufficiale era diventata Società Italiana Auto Trasformazioni Accessori) si dedicò anche alla costruzione di automobili, sempre con meccanica Fiat: la prima, del 1949, è la Amica, piccola cabriolet a due posti su meccanica Fiat 500 “Topolino”. Dell’anno seguente è la Daina, sempre cabriolet, ma derivata dalla Fiat 1400.

Del 1952 è la 208 Sport, derivata dalla Fiat 8V (vettura al cui sviluppo la SIATA aveva collaborato), con carrozzeria disegnata da Giovanni Michelotti per la Bertone e costruita in 56 esemplari. A richiesta si poteva avere con un V8 Chrysler anziché l’otto cilindri torinese. Nello stesso anno fu presentata anche la 300 BC, evoluzione sportiva dell’Amica, esportata anche negli Stati Uniti (dove si affermerà molte volte nelle competizioni locali, dopo essersi già fatta notare alla Mille Miglia) e disponibile con motori Fiat o, per l’America, Crosley.

Una Fiat 850 SIATA Spring.
Nel 1954 viene presentata la Mitzi, una utilitaria con un motore posteriore bicilindrico a valvole laterali di 434 cm³ che rimase allo stadio di prototipo. Nella seconda metà degli anni cinquanta la SIATA si concentra su modelli derivati dalle Fiat 600 e 1100. Nel 1959, con la rinnovata ragione sociale SIATA Auto, il 49% del capitale dell’azienda viene acquisito dall’Abarth: la Casa di Corso Marche ha in programma per la SIATA la costruzione di vetture stradali ad alte prestazioni e auto da corsa con meccanica Fiat. Primo frutto dell’accordo SIATA-Abarth è la 750 (disponibile nelle versioni coupé e spyder) presentata al Salone di Torino ’59; nella stessa occasione sono presentate anche una Fiat 600 Multipla allungata e una 600 berlina con carrozzeria bicolore. L’accordo tra le due aziende torinesi non durò a lungo, sciogliendosi nel 1960[1]

Negli anni sessanta la SIATA si fa notare con le TS, coupé disegnate da Michelotti e derivate dalla Fiat 1300-1500, ma realizzate anche con motore 1800. Nel 1967 è il turno della Spring, spider dalle linee retrò (come di moda all’epoca: si pensi alla Alfa Romeo Gran Sport Quattroruote o alla Vignale Gamine) con meccanica Fiat 850. La Spring sarà anche l’ultima SIATA: la Casa torinese chiuderà i battenti nel 1970, mentre la Spring continuerà la sua carriera sino al 1975 costruita dalla ORSA – Officina realizzazioni Sarde Automobili dei fratelli Focanti (ai quali poi subentrerà la Iso-Rivolta per un breve periodo), e commercializzata come ORSA 850 Spring Special

Siata Amica

Year 1950

Light blue

Eligible for the Mille Miglia

New engine to run in

Perfect original condition

ASI approved

Siata head

Bronze carburettor.